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IL PERCORSO GASTROINTESTINALE

Nutrizionista per il colon irritabile
e i disturbi gastrointestinali.

Un percorso nutrizionale per colon irritabile, gonfiore dopo i pasti, reflusso e gastrite. Partiamo dalla storia dei sintomi e dalle valutazioni mediche disponibili, per costruire indicazioni alimentari compatibili con il tuo intestino e con le tue giornate.

Con il Dott. Massimo d’Angelo · Dietista nutrizionista

Studio per le visite nutrizionistiche del Dott. Massimo d’Angelo, con scrivania e due poltrone per il colloquio
Si comincia dall’ascolto. Sintomi, esami, alimentazione e abitudini fanno parte della stessa valutazione.
Prima visita: 180 €Circa 60 minuti · piano incluso
Piano personalizzatoIncluso nella prima visita
Quattro città e onlineMilano · Padova · Bologna · Firenze

DA DOVE PARTIAMO

Esigenze diverse.
Una valutazione personale.

Il percorso considera ciò che provi, le diagnosi già formulate e le restrizioni alimentari che hai eventualmente introdotto.

Colon irritabile e gonfiore

Dolore, tensione addominale, stipsi, diarrea o alvo alterno: ricostruiamo l’andamento dei sintomi e la loro relazione con i pasti.

Reflusso e gastrite

La valutazione considera orari, porzioni e tolleranza degli alimenti, insieme alle indicazioni del medico e alle terapie in corso.

La valutazione nutrizionale si integra con l’inquadramento medico. Sintomi persistenti o non ancora valutati vanno discussi con il medico; la dieta non sostituisce la diagnosi. Leggi le risposte sulla valutazione iniziale.

SINTOMI E ALIMENTAZIONE

Che cosa valutiamo
per ciascun disturbo.

Disturbi che si somigliano possono richiedere scelte diverse. Diagnosi, andamento dei sintomi e alimentazione attuale orientano il lavoro.

Dieta per il colon irritabile: partire dal tuo andamento

Il colon irritabile, o sindrome dell’intestino irritabile (IBS), può presentarsi con dolore addominale e cambiamenti dell’alvo, come stitichezza, diarrea o alternanza. Il nutrizionista lavora sull’alimentazione nel contesto della diagnosi medica e delle terapie già indicate.

Nel colon irritabile il piano alimentare tiene conto dei sintomi prevalenti: dolore, stipsi, diarrea oppure alternanza. Durante il colloquio ricostruiamo che cosa succede nelle diverse giornate, quali alimenti hai già limitato e quali cambiamenti hanno dato beneficio o creato difficoltà.

La valutazione delle fibre, delle porzioni e della distribuzione dei pasti serve a individuare modifiche compatibili con la tua situazione. Se, per esempio, hai eliminato molti vegetali perché associati al gonfiore, il lavoro comprende anche la ricerca di quantità e alternative tollerabili. La dieta per il colon irritabile viene rivalutata in base alla risposta individuale, senza trasformare un tentativo iniziale in un elenco permanente di divieti.

Colon irritabile: cosa mangiare?

Gonfiore addominale dopo i pasti: da dove cominciare?

Per inquadrare il gonfiore addominale sono utili informazioni precise: compare dopo alcuni pasti o aumenta nel corso della giornata? Si accompagna a dolore o a cambiamenti dell’alvo? Che cosa stai mangiando da quando hai iniziato a evitare alcuni cibi?

Nel percorso nutrizionale queste osservazioni vengono lette insieme alla storia clinica e alle valutazioni mediche. Quando serve, concordiamo un diario essenziale con pasti, quantità indicative e sintomi. Il diario aiuta a confrontare le giornate; non dimostra da solo un’intolleranza. Ai controlli rivediamo il gonfiore, la regolarità intestinale e la varietà dell’alimentazione, per capire se gli adattamenti proposti sono utili e sostenibili.

La pancia gonfia dopo mangiato non identifica da sola una causa. Il gonfiore può comparire anche in situazioni diverse dal colon irritabile. Se è frequente o persiste nonostante i cambiamenti alimentari, è utile discuterne con il medico e portare in visita le valutazioni disponibili.

Riferimento: NHS · Gonfiore addominale.

Pancia gonfia dopo mangiato: le domande da chiarire

Reflusso gastroesofageo: porzioni, orari e tolleranza

In presenza di reflusso gastroesofageo, la valutazione nutrizionale considera dimensione dei pasti, orario della cena, abitudine a coricarsi dopo aver mangiato e alimenti che sembrano associarsi ai sintomi. Per chi ha disturbi notturni, terminare il pasto almeno tre ore prima di coricarsi può essere utile.

La tolleranza è individuale: non occorre applicare automaticamente a tutti la stessa lista di esclusioni. Nel colloquio traduciamo le indicazioni in scelte pratiche, per esempio organizzando la cena quando rientri tardi dal lavoro. Se sono presenti sovrappeso e reflusso, si possono considerare entrambi nella definizione degli obiettivi. Il piano si integra con le indicazioni e le terapie del medico.

Riferimento: NIDDK, alimentazione e reflusso gastroesofageo.

Gastrite: alimentazione nel contesto della diagnosi

La gastrite richiede un inquadramento della causa: l’alimentazione non è la causa principale della maggior parte delle gastriti e gastropatie, e una dieta non sostituisce le cure indicate dal medico. Durante la visita nutrizionale considero diagnosi, terapie, esami disponibili e difficoltà nel mangiare.

Il lavoro alimentare riguarda la tolleranza dei pasti e la possibilità di mantenere un apporto adeguato, soprattutto se il fastidio ha portato a mangiare poco o a eliminare interi gruppi di alimenti. Confrontiamo ciò che riesci a mangiare con le esigenze nutrizionali e organizziamo alternative concrete. Nel caso della gastrite, come per il reflusso, eventuali restrizioni vanno motivate e rivalutate nel percorso.

Riferimento: NIDDK, alimentazione, gastrite e gastropatie.

DAL COLLOQUIO AI CONTROLLI

Come si costruisce
il percorso.

  1. Ricostruire la tua storia

    Raccolgo sintomi, diagnosi, esami disponibili e terapie. Consideriamo anche i tentativi precedenti, gli orari dei pasti e le difficoltà nella vita quotidiana.

  2. Definire il piano alimentare

    Costruiamo indicazioni personalizzate, con porzioni, distribuzione dei pasti e alternative. Gli adattamenti tengono conto della diagnosi e della tolleranza individuale.

  3. Osservare la risposta

    Nei controlli rivediamo i sintomi e l’applicabilità del piano. Quando utile, un diario di alimentazione e sintomi aiuta a raccogliere informazioni.

  4. Adattare nel tempo

    Aggiorniamo le scelte in base alla risposta, introducendo le variazioni appropriate e lavorando su una gestione dei pasti sostenibile.

La visita: cosa portare e come prepararsi

LE SCELTE ALIMENTARI

Che cosa cambia
nel piatto?

Nel colon irritabile, persone diverse possono beneficiare di modifiche alimentari differenti. Si valutano quantità, tipo di fibre e tolleranza degli alimenti, osservando la risposta nel tempo.

Quando indicato, l’approccio a basso contenuto di FODMAP prevede una fase iniziale, la reintroduzione e la personalizzazione. La fase restrittiva è temporanea e richiede una guida professionale.

  1. Fase iniziale. Si valutano sostituzioni e porzioni a basso contenuto di FODMAP, quando l’approccio è indicato.
  2. Reintroduzione. Si osserva la tolleranza dei diversi gruppi, con modalità concordate e guida professionale.
  3. Personalizzazione. Si definiscono le scelte da mantenere, cercando la maggiore varietà compatibile con la tolleranza individuale.

Riferimenti: NIDDK, alimentazione e colon irritabile; Monash University, le tre fasi dell’approccio FODMAP.

Dubbi su alimenti e FODMAP?

PRIMA DI INIZIARE

Tre domande
frequenti.

Devo eliminare tutti gli alimenti che mi gonfiano?

Le scelte si valutano in base ai sintomi, alle quantità e al quadro clinico. Il percorso aiuta a capire quali adattamenti servono e come mantenere un’alimentazione varia.

Se ho anche sovrappeso, posso affrontarlo nello stesso percorso?

Sì. Peso, composizione corporea e tolleranza digestiva possono essere considerati insieme, definendo le priorità durante la visita.

Quanto dura il percorso?

Durata e frequenza dei controlli vengono concordate in base alla situazione iniziale e alla risposta al piano. Nei controlli si rivedono sintomi, alimentazione e difficoltà pratiche.

Tutte le domande su intestino e dieta

IL PROSSIMO PASSO

Preparati al primo incontro.

La prima visita dura circa 60 minuti e comprende il piano personalizzato. In studio è incluso l’esame BIA.

Per approfondire

Pagina aggiornata il 10 ottobre 2026 · Dott. Massimo d’Angelo, dietista nutrizionista

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